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Studio definitivo di scale e arpeggi sul basso

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*Per la versione cartacea, puoi trovare il libro a questo LINK (Italiano)

o a questo LINK (inglese)

Con il passare degli anni mi sono accorto che quasi tutti i miei nuovi allievi hanno enormi lacune sui concetti (a mio modo di vedere) fondamentali per qualsiasi musicista, e, nel nostro caso, qualsiasi bassista. I motivi sono tanti:

sempre più autodidatti, convinti che, essendoci online un’infinità di materiale didattico, possano fare un percorso di studio da soli. Purtroppo quasi sempre succede che ci si ritrovi poi ad aver seguito tanti insegnanti diversi, tanti metodi didattici diversi senza nessuno che ci dia dei consigli giusti, e che ci faccia evitare errori, che poi diventa molto difficile risolverli. Altra cosa che noto, molti bassisti sono tecnicamente arrivati ad un livello quasi pazzesco, eseguono passaggi in slap incredibili, assoli a velocità enormi ecc.

Ma poi gli chiedo di accompagnare un semplice brano in ottavi (esempio), dando la giusta intenzione ad ogni nota, e sento le lacune di cui parlavo prima. Chi va fuori tempo, chi li suona in modo superficiale, chi non cura il sound ecc. Oppure (questo si verifica nella quasi totalità dei miei allievi), gli chiedo di suonarmi una scala maggiore di (esempio) Si, su due ottave, e si bloccano. Dove voglio arrivare? A mio avviso, un buon bassista, prima di “avventurarsi” in tecniche e studi molto molto complessi, deve assolutamente avere delle basi solide riguardo a:

- Timing

- Postura e tecniche di base (pizzicato, mano sinistra ecc)

- Cura del proprio sound

- Repertorio

- Conoscenza e ascolto di più generi musicali possibile

- Groove e portamento

- Conoscenza della teoria e armonia di base

- Conoscenza TOTALE della tastiera del basso

Proprio su questo ultimo punto ho dedicato questo corso. Che voi suoniate bassi a 4, 5, 6 o più corde, la conoscenza dell’intera tastiera del basso è di vitale importanza per il vostro percorso di studio. Saper suonare un arpeggio, una scala, solo ad esempio in “senso verticale”, oppure con

una sola diteggiatuta, o solo in un range dello strumento, comporterà la quasi totale impossibilità ad improvvisare, ma anche a suonare dei semplici fill o a comporre delle semplici linee di basso. In questo progetto, ho ripercorso tutti i miei studi a riguardo, cercando di riassumere i punti più importanti, che mi hanno portato (con sacrificio e dedizione) a conoscere (abbastanza) bene il mio strumento.

FONDAMENTALE sarà seguire gli esercizi proposti, per prenderne spunto e poi usarli in modo intelligente. Cambiate tonalità, cambiate ritmica, cercate di capire ogni singolo argomento, dedicate tempo ad ogni arpeggio, ogni scala. Un giorno capirete quanto questo tipo di lavoro, stravolgerà in senso positivo, il vostro modo di suonare il basso e di “vedere” la musica.

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